Benvenuti nella Scuola dell'infanzia Tersilla Bonomi di Lumezzane

Siamo la scuola dell’infanzia Tersilla Bonomi di Lumezzane e svolgiamo una funzione educativa e sociale senza scopo di lucro. Offriamo il nostro servizio ad ogni bambino, senza discriminazioni sociali, economiche, culturali e religiose.

Accogliamo nelle nostre strutture bambini dai 7 mesi fino ai 6 anni, considerando le esigenze che ogni fascia di età richiede abbiamo diviso le nostre insegnanze in Micronido (da 7 a 36 mesi) e Scuola Materna (da 3 a 6 anni).

SCOPRI LE NOSTRE SCUOLE

Micronido

Scuola Materna

http://www.enricoripamonti.it
http://www.polcastellobrianza.it
http://www.pollaiodigino.com
http://www.apriresrl.it
http://www.falegnameriacastelletti.it
http://www.tersillabonomi.it
http://www.mistopavimenti.it
http://www.viviconpassione.it
In Italia, la

scuola dell’infanzia

(originariamente chiamata scuola materna o asilo) si rivolge ai bambini dai 3 ai 6 anni d’età basandosi su un adatto progetto educativo. Può essere statale o organizzata da diversi soggetti: ordini religiosi, comunità locali, privati. La scuola dell’infanzia statale è integrata negli istituti comprensivi, pur mantenendo facoltativa l’iscrizione. Per bambini di età inferiore è previsto il nido d’infanzia.Ad oggi il riferimento normativo principale nella definizione dei requisiti degli edifici che ospitano le scuole materne è il D.M. 18.12.1975, recante le Norme tecniche aggiornate relative all’edilizia scolastica.

Tersilla Bonomi

Scuola Materna, dell’infanzia e micronido

In proiezione, questa norma nazionale sarà abrogata e sostituita dalle specifiche normative regionali. La norma, ampiamente articolata, definisce i requisiti generali per scuole di ogni ordine e grado. Per quanto attiene la scuola materna (oggi scuola dell’infanzia), il decreto sull’edilizia scolastica definisce requisiti particolari, individuando caratteristiche idonee allo svolgimento delle attività che sono così categorizzate:attività ordinate (svolte a tavolino);attività libere (motorie o ludiche);attività pratiche (cambio d’abito, igiene personale e cura della persona, mensa, etc.).Sostanzialmente, le attività ordinate (silenziose) devono svolgersi in ambienti dedicati ad una sola sezione, cioè in classe, mentre le attività libere possono avvenire in ambienti comuni a più sezioni.Per la sua natura, lo spazio delle attività pratiche (quantomeno quelle correlate all’igiene personale, al cambio di abiti, etc.) deve essere direttamente correlato alla sezione, mentre la mensa può essere comune a tutte le sezioni. In generale, tanto le attività ordinate che quelle libere possono svolgersi in parte al chiuso e in parte all’aperto, e pertanto gli spazi relativi debbono essere in stretta relazione con Io spazio esterno organizzato all’uso, anche per consentire l’esercizio dell’osservazione e della sperimentazione diretta a contatto con la natura.Il Kindergarten (It. “giardino d’infanzia”) è una scuola per l’infanzia creata dal pedagogista tedesco Friedrich Froebel agli inizi del XIX secolo.L’educazione dei bambini nei Kindergarten è affidata alle maestre dette giardiniere: nel pensiero filosofico del pedagogista, il quale credeva nell’assolutezza della Natura come Dio, il fanciullo era come una pianta e le maestre delle giardiniere che dovevano prendersi cura di lui e farlo crescere bene.Nei Kindergarten l’attività era prettamente ludica anche se filosoficamente strutturata. Infatti il materiale usato dalle maestre giardiniere era studiato secondo la cultura filosofica dell’idealismo di Friedrich Schelling.Lumezzane (Lömedàne in dialetto lumezzanese), è una città di 23.255 abitanti della provincia di Brescia[2].Centro fortemente industrializzato, è particolarmente sviluppato nel settore della metallurgia in generale e della torneria, rubinetteria, casalinghi in acciaio inossidabile e stampi in particolare.
Il 3 ottobre 2012 ha ricevuto il titolo di città consegnato dal prefetto di Brescia durante una cerimonia ufficiale. Già nota in epoca romana, di cui si possono ammirare gli acquedotti del primo secolo, il centro di Lumezzane fu poi sconvolto dai barbari e sottoposti al dominio longobardo e Franco. Nel secolo il IX passò sotto il dominio del Vescovo di Brescia e nel 1388 diventerà feudo della famiglia De Vento, sotto investitura del vescovo Tommaso Visconti.Nel 1427 passerà nelle mani della nobile famiglia Avogadro, in cambio del loro precedente feudo di Polaveno, su investitura della Repubblica di Venezia particolarmente riconoscente per l’aiuto ricevuto dal nobile Pietro Avogadro nella lotta contro i visconti. Rimarrà feudo Avogadro per oltre 300 anni, finché nel 1776 non passerà per eredità, grazie al matrimonio tra Bartolomeo Fenaroli e Paola Avogadro, alla famiglia Fenaroli Avogadro. A inizio ottocento il feudo cesserà di esistere con la caduta della serenissima per l’invasione francese.L’isolamento lumezzanese venne progressivamente meno, anche se le deficitarie vie di comunicazione rendevano in ogni caso difficili i collegamenti.[4]Il comune di Lumezzane venne creato nel 1927 dalla fusione di tre comuni fino ad allora autonomi: Lumezzane Pieve, Lumezzane San Sebastiano e Lumezzane Sant’Apollonio.Lumezzane, prima solamente cittadina, dal 3 ottobre 2012 è diventata ufficialmente città. Brescia (Brèsa[2], Brèssa o Brèha in lingua lombarda, variante bresciana) è una città italiana di 194 559 abitanti[1], capoluogo dell’omonima provincia in Lombardia. È il secondo comune della regione per popolazione dopo Milano: il suo agglomerato metropolitano conta 672 822 abitanti[3]. La sua provincia è la quinta più popolata d’Italia (1 263 375 abitanti) dopo quelle di Roma, Milano, Napoli e Torino[1]. È la diciassettesima città più popolosa d’Italia e la sesta non capoluogo di regione[4].Fondata oltre 3200 anni fa, Brescia fu la capitale dei galli cenomani e in seguito divenne colonia romana con il nome di Brixia. L’UNESCO ha dichiarato come patrimonio mondiale dell’umanità, facente parte del sito “Longobardi in Italia: i luoghi del potere” sia l’area monumentale del foro romano, sia il complesso monastico longobardo di San Salvatore-Santa Giulia, all’interno del quale si trova il Museo della città[5].La città di Brescia è anche soprannominata “Leonessa d’Italia” per i dieci giorni di resistenza agli austriaci durante il Risorgimento Italiano (dal 23 marzo al 1º aprile 1849).L’Adelchi, tragedia di Alessandro Manzoni, è ambientata a Brescia.